La scoperta della gomma

Nel 1496 Cristoforo Colombo tornò dal suo secondo viaggio riportando le prime palline di gomma dalle Indie occidentali. Gli osservatori spagnoli dissero, 'nulla è paragonabile al mondo per il modo in cui le palle rimbalzano'. All’epoca solo le palle di cuoio erano conosciute in Europa e questa nuova gomma fu una novità assoluta. Il punto di riferimento successivo nella storia della gomma naturale fu la scoperta spagnola dell'uso del lattice per l'impermeabilizzazione di pelli e tessuti nel 1615.

Gli inizi dell'industria della gomma in Europa

L'industria della gomma in Europa iniziò realmente con Charles Macintosh nel 1818. Molti avevano cercato solventi adatti per la gomma dal suo arrivo in Europa come le materie prime alla fine del 1700, ma nessuno aveva avuto successo.
Charles Macintosh era un chimico industriale a Glasgow in un importante centro dell' industria chimica, ed era ansioso di sfruttare i prodotti di scarto del nuovo processo di gassificazione del carbone.
James Syme, uno studente di medicina, scoprì che il benzene era un buon solvente per la gomma e quindi congiuntamente alla competenza specifica di Macintosh lo portò allo sfruttamento del benzene applicato sulla gomma come uno strato impermeabile tra 2 tessuti. Da qui nacque il 'macintosh'.
Solo 2 anni dopo, nel 1820, Thomas Hancock scoprì la masticazione.
Hancock stava usando dei fissaggi elastici in gomma per i guanti, scarpe e calze. Queste "pezze" erano state create dal taglio di strisce di gomma pura. Hancock notò che i bordi recisi di gomma si univano perfettamente e gli venne in mente che, se questi pezzi fossero stati macinati in lotti molto piccoli, la quantità di bordi tagliati sarebbe stata notevolmente elevata e tramite il calore congiuntamente alla pressione si sarebbero potuti unire a sufficienza per dare resistenza al materiale eslastico. Così fu sviluppato il famoso 'Pickle' di Hancock o masticatore di legno. Hancock usò la sua 'Pickle' per fornire la fabbrica Macintosh. Mantenne il segreto del processo di masticazione fino a quando fu costretto al brevetto nel 1837.

La scoperta della vulcanizzazione

Il punto di riferimento finale nella storia antica della gomma è stata la scoperta della vulcanizzazione di Charles Goodyear. Mentre l'industria della gomma si stava sviluppando rapidamente nel clima temperato della Gran Bretagna con Macintosh ed altri che producevano una vasta gamma di prodotti (battelli da pesca in gomma, tubi per la birra), l'industria statunitense stava perdendo la fiducia in questo materiale a causa delle condizioni climatiche estreme presenti sul territorio statunitense. La temperatura elevata creava prodotti appiccicosi, mentre la temperature molto bassa faceva irrigidire oltremodo il prodotto rendendolo inutilizzabile. Così Charles Goodyear negli Stati Uniti era alla ricerca di modifiche della gomma per evitare questi difetti di temperatura. Provò magnesio, bollitura in calce, polvere di bronzo e l'acido nitrico, ma furono tentativi inutili. Nel settembre 1858, Hayward Nathaniel suggerì a Goodyear 'idea dello zolfo mescolato alla gomma.
Purtroppo in quel momento Goodyear soffriva sia per difficoltà finanziarie che personali quindi non fu fino al 1841 che, accidentalmente, scoprì che surriscaldato una miscela di zolfo e gomma, quest’ultima "vulcanizzava". Ovvero permetteva alla gomma di non indurirsi in inverno e non ammorbidirsi eccessivamente in estate. Fu brevettato il 6 dicembre 1842.
L'opinione pubblica negli Stati Uniti era ancora diffidente rispetto alle proprietà della gomma e Goodyear affidò la sua scoperta a Moulton Stephen che era in procinto di tornare in Inghilterra dopo aver acquistato la gomma migliore per la Società Macintosh.
I campioni raggiunsero Thomas Hancock per mezzo di William Brockendon (noto per aver coniato il nome 'vulcanizzazione').
Hancock, pur non conoscendo l’ingrediente segreto per ottenere la vulcanizzazione, dedusse dalla "fioritura" sulla superficie della gomma che era stato usato dello zolfo. In seguito scoprì che le strisce di gomma immerse nello zolfo ne miglioravano di molto le caratteristiche e ne brevettò il processo nel novembre del 1843.

L'espansione dell'industria della gomma naturale

Da quel momento in poi, l'industria della gomma naturale cominciò ad espandersi ed fu alimentata dalle forniture di gomma che si resero disponibili dal lontano est.
Sir Henry Wickham trasportò 70.000 semi dal Brasile al Kew Gardens nel 1876. Di questi circa 1900 germinarono e le piantine risultanti furono spedite a Ceylon a Singapore. Quasi tutti gli alberi della gomma presenti in Estremo Oriente discendono da questi primi semi importati dall’estremo oriente.
A quel tempo Henry Ridley (Direttore dei Giardini Botanici di Singapore 1888-1911) sviluppò tecniche di maschiatura che sono tutt’oggi utilizzati.

La scoperta del pneumatico, o meglio detto la sua re-invenzione, da parte di John Boyd Dunlop nel 1888, creò le premesse per un maggiore consumo dei veicoli allontanando le gomme piene dal mercato a favore dei pneumatici. Le prime ruote per velivoli furono commercializzati nel 1910 ed il primo pneumatico da camion nacque negli Stati Uniti nel 1917.

Gli sviluppi della gomma naturale nel 1940, 1950 e 1960

Ci furono tutta una serie di sviluppi della scienza e della tecnologia nella gomma naturale nel '40, '50 e '60 che portarono ad una serie di nuovi materiali da essa derivati ed a nuovi usi del prodotto.
Ad esempio i bitumi gommasi o 'gomma da strada' iniziarono ad essere utilizzati per creare le strade. La prima fu la Rue Ferrier, a Ginevra nel 1947. Successivamente fu Acre Lane, a Londra nel 1950.
Dal 1955 in poi furono creati 70 miglia di strade nel Regno Unito.
Il bitume gommoso fu utilizzato per diminuire la scivolosità dell’asfalto, allungarne la durabilità nel tempo ed aumentarne la resistenza alle basse temperature.
Nel 1952 "Rubbrone" fu la prima gomma liquida ad essere prodotta dalla lavorazione meccanica della gomma ammorbidita con plastificanti chimici (6-8 ore in un mixer a due lame tra i 120 e 140 ° C). Questo nuovo prodotto fu usato per i componenti di macchine tessili, rulli stampanti e per la produzione di prototipi.
Fu poi l’epoca del Positex nel 1952, un lattice appositamente elaborato per migliorare la lavorazione della lana.
Sempre in questo periodo, la gomma, iniziò ad essere utilizzata per i primi appoggi in gomma-metallo per ponti laminati. Era il 1957 (Ponte Pelham a Lincoln).
Alla gomma furono aggiunti anche oli naturali per migliorare il grip dei pneumatici invernali nel 1967.

Gli sviluppi della gomma naturale negli anni 1970 e 1980

Negli anni 1970 e 1980 l'industria della gomma naturale progredì ulteriormente. Comparvero ulteriori nuovi materiali e nuovi impieghi. Abbiamo visto l'avvento della gomma epossidata, derivata dalla gomma naturale ma con elevate caratteristiche di ammortizzazione, resistenza e permeabilità ai gas del petrolio come le gomme butiliche alogenate .

Cuscinetti in gomma laminati per edifici e ponti

Il lavoro iniziato negli anni '50 sui cuscinetti in gomma laminati per ponti era ormai universalmente utilizzato per ammortizzare i movimenti della parte superficiale dei ponti. Sulla base di questo furono creati anche cuscinetti per l'isolamento alla base di interi edifici contro le vibrazioni della terra (ad esempio la metropolitana). Questi, a loro volta, furono sviluppati nella metà degli anni 1980 e 1990 per creare cuscinetti antisismi alla base degli edifici.

Pneumatici in gomma naturale

Il settanta per cento o più di tutta la gomma naturale veniva utilizzato per pneumatici di grandi dimensioni: camion, veicoli fuori strada e velivoli.
In questo ambito, la bassa generazione di calore è di fondamentale importanza unitamente alla bassa resistenza all’attrito. Un invenzione degli anni '80 ha visto lo sviluppo della mescola che riusciva ad abbinare i vantaggi della scarsa resistenza al rotolamento (meno consumo di benzina) e durabilità nel tempo.
Più recentemente, l'avvento di pneumatici per tutte le stagioni hanno chiesto un miglioramento in termini di aderenza su neve e ghiaccio.
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Sapevi che:

L'albero di gomma è originario della foresta Amazzonica. Attualmente, cresce nelle piantagioni in Indonesia, Malesia, Tailandia e nella costa occidentale dell'Africa.

 

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